Perché i Tribunali adottano protocolli sulle spese familiari
L’adozione di protocolli condivisi in materia di spese per i figli nasce da esigenze molto concrete emerse nella prassi giudiziaria. Nei procedimenti di separazione e divorzio, una delle principali fonti di conflitto riguarda infatti la qualificazione delle spese: ciò che un genitore considera ordinario viene spesso ritenuto straordinario dall’altro, con conseguenti richieste di rimborso, contestazioni e, nei casi più problematici, nuovi giudizi.
I protocolli non hanno natura normativa e non sostituiscono la valutazione del giudice nel singolo caso. Servono piuttosto a fornire criteri omogenei, condivisi dagli operatori del diritto, che aiutino le parti a prevedere in anticipo come determinate spese verranno considerate. Questo approccio riduce l’incertezza e consente agli avvocati di impostare accordi più chiari, evitando formule generiche che, nel tempo, rischiano di diventare fonte di attrito.
Nella pratica professionale capita spesso che il mancato richiamo a indicazioni di questo tipo generi incomprensioni anche a distanza di anni dalla separazione. Il valore dei protocolli sta quindi soprattutto nella loro funzione preventiva, più che nella loro forza vincolante.
Protocollo spese straordinarie Tribunale di Roma
Come anticipavamo, nelle procedure per divorzio e separazione può essere utile fare rifermento al protocollo delle spese straordinarie del Tribunale presso il quale si agisce (nel caso di specie parliamo di quello di Roma): ovviamente si tratta di una base di partenza, da adattare al singolo caso e alle esigenze delle parti dei divorzi o delle separazioni.
È , infatti, bene evidenziare che il protocollo non è vincolante per le parti, che sono libere ad esempio di pattuire una disciplina specifica nel loro caso, che meglio si adatti alle esigenze dei coniugi che si separano o divorzino.
Da questo profilo è fondamentale il ruolo dell’avvocato esperto in diritto di famiglia che assiste i coniugi: se vi è la necessità, potrà adattare il modello che deriva dal protocollo per le spese straordinarie del Tribunale di Roma alle esigenze concrete e particolari.
Le spese comprese nell'assegno di mantenimento
Nel documento adottato dal foro capitolino viene fornita una distinzione puntuale tra ciò che rientra nel mantenimento ordinario e ciò che ne resta escluso.
Anzitutto, il Protocollo spese straordinarie del Tribunale di Roma indica quali sono le spese ordinarie, che non fanno sorgere un diritto al rimborso e sono quindi incluse nell’assegno di mantenimento se presente.
Il Protocollo spese straordinarie del Tribunale di Roma indica che “Spese comprese nell'assegno di mantenimento: vitto, abbigliamento, contributo per spese dell'abitazione, spese per tasse scolastiche (eccetto quelle universitarie) e materiale scolastico di cancelleria, mensa, medicinali da banco ( comprensivi anche di antibiotici, antipiretici e comunque di medicinali necessari alla cura di patologie ordinarie e/o stagionali), spese di trasporto urbano (tessera autobus e metro), carburante, ricarica cellulare, uscite didattiche organizzate dalla scuola in ambito giornaliero; prescuola, doposcuola e baby sitter se già presenti nell'organizzazione familiare prima della separazione; trattamenti estetici (parrucchiere, estetista, ecc.)” (Protocollo uscite straordinarie del Tribunale di Roma).
Le spese straordinarie soggette ad accordo tra i genitori: tabelle di mantenimento figli del Tribunale di Roma
Una parte rilevante delle spese non incluse nel mantenimento richiede, secondo la prassi romana, un preventivo confronto tra i genitori.
Da altro profilo, sempre il Protocollo sui costi straordinari del Tribunale di Roma, individua quelle straordinarie subordinate al consenso di entrambi i genitori, che vengono suddivise nelle seguenti categorie:
- “Scolastiche: iscrizioni e rette di scuole private e, iscrizioni, rette ed eventuali spese alloggiative ove fuori sede, di uni università pubbliche e private, ripetizioni, viaggi di istruzione organizzati dalla scuola, prescuola, doposduola e baby sitter se l'esigenza nasce con la separazione e deve coprire l'orario di lavoro del genitore che li utilizza”;
- “di natura ludica o parascolastica: corsi di lingua o attività artistiche (musica, disegno, pittura), corsi di informatica, centri estivi, viaggi di istruzione, vacanze trascorse autonomamente senza i genitori, spese di acquisto e manutenzione straordinaria di mezzi di trasporto (mini-car, macchina, motorino, moto)”;
- “sportive: attività sportiva comprensiva dell'attrezzatura e di quanto necessario per lo svolgimento dell’eventuale attività agonistica”;
- “medico sanitarie: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non effettuate tramite SSN, spese mediche e di degenza per interventi presso strutture pubbliche o private convenzionate, esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia”.
Le spese straordinarie che non richiedono il consenso preventivo: quelle obbligatorie
Accanto alle spese da concordare, il documento individua anche una serie di esborsi che, per loro natura, non possono essere rinviati.
Infine, il Protocollo sui costi straordinari del Tribunale di Roma individua le spese straordinarie che sono obbligatorie e per le quali non è richiesta la previa concertazione: “libri scolastici, spese sanitarie urgenti, acquisto di farmaci prescritti ad eccezione di quelli da banco, spese per interventi chirurgici indifferibili sia presso strutture pubbliche che private, spese ortodontiche, oculistiche e sanitarie effettuate tramite il SSN in difetto di accordo sulla terapia con specialista privato, spese di bollo e di assicurazione per il mezzo di trasporto”.
Il richiamo dei protocolli negli accordi di separazione e divorzio
Uno degli aspetti più rilevanti, ma spesso sottovalutati, riguarda il modo in cui i protocolli vengono richiamati negli accordi tra i genitori. Nella prassi, è frequente che le parti si limitino a prevedere una generica ripartizione delle spese straordinarie, senza specificare quali voci vi rientrino e con quali modalità debbano essere sostenute. Questo lascia ampi margini di interpretazione e, di conseguenza, di conflitto.
Richiamare espressamente un protocollo consente invece di fissare un perimetro chiaro, facilmente verificabile anche a distanza di tempo. In caso di disaccordo, il riferimento a criteri già noti e condivisi rende più semplice la gestione della controversia, sia in sede stragiudiziale sia davanti al giudice. Non di rado, nei procedimenti di modifica delle condizioni, il confronto verte proprio su spese sostenute unilateralmente e contestate dall’altro genitore.
L’esperienza professionale mostra come una redazione accurata degli accordi, che tenga conto delle indicazioni operative adottate dal Tribunale competente, rappresenti una tutela concreta per entrambe le parti. È in questa fase che l’assistenza di un avvocato esperto in diritto di famiglia assume un ruolo decisivo.
Conclusioni sulle tabelle del Tribunale di Roma per le spese dei figli
L’esistenza e l’utilizzo del protocollo per somme straordinarie del Tribunale di Roma si può rivelare utile per fare chiarezza e prevenire eventuali contestazioni tra le parti.
Come dicevamo, però, è solo una base di partenza perché i coniugi, con l’assistenza dei rispettivi legali, possono prevedere anche regole diverse, che meglio si adattano alle specifiche esigenze del caso concreto.