Spese straordinarie separazione

14 maggio 2025

Quando si parla di mantenimento dei figli dopo una separazione, spesso si pensa al solo assegno mensile. In realtà esistono anche le cosiddette spese straordinarie figli, cioè quei costi imprevisti e rilevanti che vanno affrontati al di fuori delle spese quotidiane. Sono anche chiamate spese straordinarie nel mantenimento dei figli, oppure più semplicemente spese extra mantenimento, e comprendono voci come visite mediche, attività sportive, viaggi studio o acquisti importanti.

Ma chi decide quali spese sono ammesse? Come si ripartiscono tra i genitori? E cosa succede se non c’è accordo? In questa guida trovi le risposte a queste domande, con esempi concreti e riferimenti a ciò che stabiliscono i Tribunali italiani.

Spese straordinarie separazione
Spese straordinarie separazione

Che cosa paga un genitore oltre l’assegno mensile?

Quando si parla di mantenimento dei figli in caso di separazione, si pensa subito all’assegno mensile stabilito dal giudice o concordato tra le parti. Ma quella somma non sempre copre tutte le esigenze che possono emergere nella vita di un figlio. Oltre ai costi “ordinari”, infatti, ci sono situazioni particolari – anche occasionali – che richiedono ulteriori esborsi da parte dei genitori.

Si tratta di spese legate a eventi imprevedibili o non abituali, come un’operazione chirurgica, un’attività sportiva agonistica, un corso di lingue o una gita scolastica. In molti casi, sono proprio queste voci a generare tensioni tra i genitori separati, perché non è sempre chiaro chi debba pagarle, in che misura e con quale grado di condivisione.

È qui che nasce la necessità di distinguere tra ciò che rientra nel mantenimento ordinario e ciò che ne resta fuori, per tutelare i figli e – al tempo stesso – evitare conflitti inutili tra gli ex coniugi.

Spese straordinarie figli: cosa sono e come distinguerle da quelle ordinarie

Le spese straordinarie figli sono quei costi che non fanno parte dell’assegno di mantenimento perché non sono prevedibili, né regolari. La giurisprudenza (Cass. civ. n. 15995/2019) le definisce come esborsi eccezionali, imprevisti, non ricorrenti, necessari a soddisfare bisogni specifici del minore o del figlio maggiorenne non autosufficiente.

A differenza delle spese ordinarie – che coprono vitto, alloggio, abbigliamento, trasporti quotidiani, medicinali da banco, materiale scolastico di uso comune – le spese straordinarie riguardano eventi non programmabili: ad esempio visite mediche specialistiche, terapie, interventi sanitari, corsi sportivi intensivi, viaggi studio, acquisto di strumenti tecnologici per la scuola.

Questa distinzione non è solo teorica, ma ha conseguenze pratiche importanti: capire se una spesa è ordinaria o straordinaria significa sapere se deve essere coperta con l’assegno mensile, oppure ripartita a parte tra i genitori secondo criteri stabiliti dal giudice o concordati nella separazione.

Quando serve l’accordo e quando si può decidere da soli

Uno dei nodi più delicati riguarda la necessità di concordare o meno certe spese tra i genitori. In alcuni casi, uno dei due anticipa un pagamento ritenendolo “necessario” e poi si aspetta che l’altro rimborsi la propria quota. Ma non sempre questo automatismo è valido.

Esistono infatti due grandi categorie di spese: quelle che possono essere sostenute da un solo genitore senza dover chiedere il consenso, e quelle che invece richiedono un accordo preventivo. La linea di confine tra le due situazioni può non essere netta, ma alcuni esempi possono aiutare.

Generalmente, non serve un accordo per spese urgenti o obbligatorie: visite mediche urgenti, vaccini, tasse scolastiche pubbliche, libri di testo obbligatori, trasporti legati alla scuola. Al contrario, se si tratta di scelte più impegnative o programmabili – come una vacanza studio, l’iscrizione a una scuola privata o un abbonamento sportivo costoso – è opportuno e spesso necessario decidere insieme.

Questa distinzione si basa anche sull’art. 155 del codice civile (oggi art. 337-ter), che impone l’accordo su decisioni importanti relative alla salute, istruzione ed educazione del minore.

Spese straordinarie mantenimento figli: esempi concreti e dubbi frequenti

Capire cosa rientra nelle spese straordinarie nel mantenimento dei figli non è sempre semplice, anche perché le situazioni familiari possono variare molto. Alcuni Tribunali hanno adottato protocolli che elencano in modo dettagliato quali spese siano da considerarsi straordinarie e quali richiedano un consenso esplicito.

Tra le spese più frequentemente considerate straordinarie troviamo:

  • visite specialistiche (pediatra privato, logopedista, ortodontista)
  • interventi chirurgici o sanitari non coperti dal SSN
  • attività sportive non scolastiche (danza, nuoto, arti marziali…)
  • viaggi studio, soggiorni all’estero, campus estivi
  • acquisto di dispositivi tecnologici per la scuola (computer, tablet)
  • iscrizione a scuole private o paritarie
Alcune situazioni restano invece ambigue: ad esempio, il motorino è una spesa straordinaria? Una vacanza con i nonni va rimborsata? Una babysitter fissa rientra tra le spese ordinarie o no? In questi casi, se l’accordo di separazione non lo specifica, è utile far riferimento al protocollo del proprio Tribunale o, in mancanza, trovare un’intesa scritta tra i genitori.

La regola generale è che più la spesa è rilevante, continuativa o discrezionale, più è necessario chiederne l’approvazione preventiva.

Chi decide quanto deve pagare ciascun genitore?

La ripartizione delle spese non sempre segue una regola fissa. Nella maggior parte dei casi, i genitori dividono i costi al 50%, ma non è un principio rigido e assoluto. Anzi, soprattutto quando c'è una notevole differenza di reddito, il giudice può prevedere una divisione diversa, proporzionale alla capacità economica di ciascuno.

La sentenza di separazione (o l’accordo omologato) può stabilire criteri chiari per la ripartizione. Ma quando questo non accade, è frequente che nascano conflitti. Ad esempio, un genitore può ritenere che l’altro debba contribuire anche alle spese non previste espressamente, oppure può contestare che una certa voce sia eccessiva o non necessaria.

Per ridurre al minimo queste situazioni, molti Tribunali hanno elaborato dei protocolli pratici che indicano, per ogni tipo di spesa, se essa debba essere condivisa, chi la decide, e in quale percentuale va suddivisa. Il protocollo del Tribunale di Milano, ad esempio, distingue tra spese che richiedono accordo, spese urgenti e spese autonome. Quello di Venezia prevede regole anche per i casi di silenzio-assenso o di dissenso immotivato.

Spese extra mantenimento: come documentarle e ottenere il rimborso

Affinché le spese extra mantenimento siano rimborsabili, è essenziale comunicarle, documentarle e conservarne traccia scritta. Non basta pagare una fattura e aspettarsi che l’altro genitore versi la propria parte: serve una gestione attenta e formalizzata, specie in caso di mancanza di dialogo tra le parti.

La comunicazione può avvenire via email, messaggio WhatsApp o PEC, a seconda di quanto concordato nella separazione. È fondamentale indicare l’importo, la causale e, se si tratta di una spesa da concordare, attendere una risposta prima di procedere. Alcuni protocolli stabiliscono anche entro quanti giorni va dato il consenso o il dissenso, e cosa accade in caso di mancata risposta (in certi casi vale il silenzio-assenso).

Per il rimborso, occorre allegare giustificativi di spesa: ricevute, scontrini, fatture, attestazioni di pagamento. In mancanza di documentazione, l’altro genitore può legittimamente rifiutarsi di contribuire, soprattutto se non vi era stato un accordo preventivo.

Ricorda che la collaborazione e la trasparenza nella gestione di queste spese evitano contenziosi, ma anche che – se necessario – è possibile agire giudizialmente per recuperare gli importi non versati.

Figli adulti ma ancora dipendenti: cosa cambia?

Anche quando i figli hanno raggiunto la maggiore età, il loro diritto al mantenimento non si estingue automaticamente. Se non sono ancora economicamente autosufficienti – ad esempio perché studiano o non trovano lavoro – i genitori devono continuare a contribuire alle loro spese, comprese quelle che rientrano nella categoria di esborsi non ordinari.

In questi casi, però, la gestione delle spese può diventare più complessa. Il figlio maggiorenne non è più soggetto all’affidamento condiviso e può in alcuni casi ricevere direttamente le somme destinate al proprio mantenimento, oppure decidere da sé su come impiegarle. Tuttavia, quando si tratta di costi rilevanti – come l’università, un master, un soggiorno all’estero – la necessità di coordinamento tra i genitori resta fondamentale, soprattutto se la spesa va divisa.

È quindi consigliabile, anche per i figli adulti, mantenere un accordo scritto tra i genitori sulle spese rilevanti, per evitare incomprensioni o mancati rimborsi. In mancanza di accordo, e qualora uno dei due genitori sostenga da solo il costo, può comunque agire in giudizio per ottenere la restituzione della quota di spettanza dell’altro.

Conclusioni

La gestione delle spese non previste dall’assegno di mantenimento è una delle principali fonti di conflitto tra genitori separati. La distinzione tra spese ordinarie e straordinarie non è sempre chiara, e lo stesso vale per la necessità – o meno – di ottenere un accordo preventivo.

Per evitare incomprensioni, è fondamentale conoscere le regole e, se possibile, far riferimento ai protocolli pratici del proprio Tribunale. Comunicare con trasparenza, documentare ogni spesa e rispettare gli accordi presi sono strumenti indispensabili per tutelare non solo i diritti dei genitori, ma soprattutto il benessere dei figli.

FAQ sulle spese straordinarie dei figli extra mantenimento

1. Cosa si intende esattamente per spese straordinarie figli?

Sono costi imprevisti e non ricorrenti che non rientrano nel mantenimento ordinario, come visite mediche specialistiche, corsi extrascolastici o viaggi studio.

2. Le spese straordinarie nel mantenimento dei figli devono sempre essere divise al 50%?

Non necessariamente. Possono essere ripartite anche in modo diverso, in base alle condizioni economiche dei genitori o a quanto stabilito nella sentenza.

3. Le spese extra mantenimento devono essere concordate tra i genitori?

Dipende dal tipo di spesa. Alcune voci (come libri scolastici o vaccini obbligatori) possono essere decise da un solo genitore; altre (come un soggiorno studio o una scuola privata) richiedono un accordo preventivo.

4. Come faccio a sapere se una spesa è ordinaria o straordinaria?

Puoi consultare il protocollo del tuo Tribunale di riferimento, se esiste. In generale, le spese ordinarie sono quelle previste nella vita quotidiana; le straordinarie, invece, sono eccezionali o saltuarie.

5. Le spese straordinarie figli devono essere documentate?

Sì, è sempre consigliabile conservare ricevute e fatture, e comunicare per iscritto l’avvenuta spesa all’altro genitore.

6. Posso pagare una spesa extra mantenimento senza dire nulla all’altro genitore?

Solo se si tratta di una spesa urgente e necessaria (es. intervento sanitario). Negli altri casi, è meglio informare e cercare un accordo.

7. Cosa succede se l’altro genitore non vuole pagare la propria parte di una spesa straordinaria?

Se era una spesa legittima e documentata, puoi richiedere il rimborso anche legalmente. Ma se non c’era accordo ed era una spesa discutibile, potresti non avere diritto al rimborso.

8. Le spese straordinarie nel mantenimento dei figli valgono anche per quelli maggiorenni?

Sì, se non sono ancora autosufficienti. Anche in quel caso, però, è importante che i genitori mantengano un’intesa sulle spese più importanti.